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05 aprile 2013

Liberté, Egalité, Securité

Sono tornato ieri notte, Siamo partiti da "Les Ulis" per poi fermarci a Parigi. I francesi sono sempre gli stessi, simpatici e molto ben disposti alla pernacchia. Ma le cose più divertenti stavolta sono state:


1) I tipi dell'"hotel" che quando siamo arrivati ci hanno spostato in un altro hotel, ah non vi avevano avvisato? "No, vi ho scritto una mail ieri per conferma", e la city view era diventata cicche su muro scrostato view.



2) Il prezzo dei cibi... non so se tu sei più andato al ristorante da quando sei in Francia, la cosa più baratta è la colazione con caffellatte scaduto e bruschetta, 10 euro perché la facevamo sempre alle 11.01 e... Je suis desolé... l'offerta era alle solo alle 11. A ogni ristorante fanno il pizzo per qualsiasi cosa, allora dopo la seconda volta ho cominciato a chiedergli, allora prendiamo questo e quest'altro, quanto paghiamo? Perché senò ci fate il pizzo. Anche la tipa dell'hotel l'ultimo giorno, "ah mi sono sbagliata, dovete aggiungere altri 4 euro..." al che abbiamo detto "non li aggiungo, denunce moi". Anche perché rispetto al prezzo del biglietto che abbiamo comprato da Expedia il prezzo sulla vista cicche era già levitata.



3) La manifestazione per le "famiglie etero" del 24, dove sono stati mobilitati milioni di poliziotti, tutti con i loro fucili, per.... bloccare l'arc de triomph... ai turisti!!! (perché la manifestazione era in un'altra strada!!) quindi noi che dovevamo andare a mangiare là vicino dovevamo fare tutto un giro di chilometri. Abbiamo usato le truc di dire devo andare a trovare "Jacque Perverties", un mio amico che abita qui dentro. Ma gli altri turisti non sono stati così accorti. Per fortuna le forze del disordine francesi non hanno dovuto sparare ai bambini, agli anziani, alle suore, e anche ai turisti che involontariamente hanno dovuto partecipare a questa manifestazione evidentemente fatta solo perché di domenica i Parigini si annoiano.


4) Parigi è così romantica... c'era un film dove uno violentava una tipa bonissima che gli diceva "Arrette toi, Arrette toi" e lui rispondeva, "Eehh attende! Moi je m'arrette!!"


5) I controllori della metro che si appostano alla fine di scale lunghissime per controllare i biglietti e quindi lasciar tutto il tempo ai pischelli che non li hanno fatti, di aspettare che se ne vadano. Così magari possono mettere qualche multa ai turisti che hanno buttato per sbaglio il biglietto. Nessuno a controllare i rumeni della metro che ti vogliono fottere tutto quello che hai addosso con nonchalance... poi esci dalla metro e ci sono milioni di poliziotti che si guardano le scarpe tenendo un kalashnikov in mano.  


6) La tipa che mi ha detto che il camambert è anch'esso considerato esplosivo dagli americani... e che quindi loro devono buttarmelo tutto, intanto due o tre persone hanno circondato una vecchietta di fronte per vedere se anche lei nasconde del formaggio. Alla solerte polizia de la securité sfuggono purtroppo le due confezioni che io ho messo sbadatamente nelle tasche dei pantaloni che quindi mi avrebbero consentito di far saltare in aria l'aereo con la puzza del famoso formaggio al gusto di piede. Ma non ci sarebbe stato problema, avrei potuto comprarne di nuovo nelle apposite zone Tax Free all'interno dell'aeroporto. Convenientissime. Un camambert da 2 euro e 10 senza tasse costa solo 25 euro circa... wow! C'è ancora qualcuno che compra la roba Tax Free che non gliel'abbiano rubata gli americani durante il check-in?


7) L'wifi completements free. Poi ti colleghi e ti dicono che free sono solo 20 minuti... vabbé..., poi fai la registrazione e ti dicono, ok per usare i tuoi 5 minuti (...) devi recuperare la password che ti abbiamo mandato... VIA EMAIL!!!!! Allora ho abbandonato il cellulare e sono andato in una delle postazioni fisse per lasciare un feedback. Ma mi uscivano tutte le lettere sbagliate e non capivo.... hanno spostato TUTTI I TASTI DELLA TASTIERA!!! Tipo la Q al posto della A etc... La Z non la trovavo proprio. 


8) Il bus per charles de gaulle che le indicazioni ti fanno girare a vuoto attorno al palais de congres per ore. E quelli per buve', dove devi fare invece ore di fila. E la barchetta della oracle che supera quella dell'Italia.


9) I pischelli militari che girano con un kalashnikov tra la folla... per SICUREZZA..... Poi i rumeni ti continuano a frugare nelle tasche tranquillamente, ma loro non se li fila nessuno, fanno parte del paesaggio.


10) La carta di credito che non va bene, perché non accettano le carte di credito straniere... (né Visa, ne HSBC che, tra parentesi, ha un migliaio di filiali). Ma come, l'unica unità che avevamo in europa non era quella monetaria?

No... perché l'Italia è ovunque!

15 settembre 2011

Palermo

Il sole, il mare, i fichi d'india, Empedocle, Archimede... ma la vera piaga che diffama la Sicilia e Palermo agli occhi del mondo, è... il traffico. Perciò, per la prima volta, mi son reso conto che appena arrivo in un posto che non conosco cerco di stabilire quale sia il comportamento degli automobilisti indigeni nei confronti dei pedoni, dal quale si può dedurre molto della loro cultura e carattere.
Il palermitano è sanguigno come le sue arance, anche alla guida, e non si ferma davanti a nulla. Prende le sue misure e dopo un rapido calcolo balistico ti schiva facendo in modo di non fermare quel tormentoso fiume in piena così caratteristico di questa città. La cosa intrigante è che durante un attraversamento mi sentivo molto più a mio agio che in tanti altri posti dove invece si fermano davanti alle strisce ma ti maledicono, o peggio si dimenticano di gestire la fastidiosa eccezione che una persona a piedi costituisce per un guidatore di SUV. Il palermitano invece è verace, disponibile al dialogo, amante della sua bellissima terra, e non esita a chiederti di aiutarti se ti vede dubbioso ad un incrocio o con una mappa in mano tenuta al contrario. D'altra parte, Raul, un simpatico signore Libanese, professore di francese di giorno e spazzino di notte, mi ha parlato della forte diffidenza che i palermitani nutrono nei confronti dei cosiddetti extracomunitari e il rispetto che i giovani stanno totalmente perdendo nei confronti degli anziani. Ma questi, abbiamo convenuto, sono phrobbblemi generazionali ormai distribuientisi sull'intero globo.
Teatro Massimo
Che fare allora a Palermo? Purtroppo il principale problema, dovuto anche alla struttura urbanistica, è un intasamento delle strade e dei cunicoli di uno smog denso e asfissiante, poco piacevole per un amante delle camminate chilometriche alla scoperta degli angoli più segreti, anche perché in molti di questi angoli bisogna scavalcare autovetture parcheggiate in ogni posizione. Una collega di origine palermitana mi ha parlato dello stupore con cui i parenti la guardavano uscire a piedi per fare le compere o commissioni. Si racconta che alcuni di loro usino la macchina per andare al gabinetto, o persino per andare a prendere la macchina stessa.
Palermo è molto bella, storicamente affascinante, paesaggisticamente incantevole, ma molto poco curata. A parte il lungo mare a sud della cala, che comunque mantiene lo stile brullo dell'isola, ad est c'è un odore di pesce nauseante e permanente. Il centro storico è anch'esso attraversato da un traffico senza sosta che non guarda al segnale di divieto. Passano talmente tanti veicoli che l'asfalto e il mattonato sono in certi posti talmente lisci che le macchine semplicemente non possono frenare, e fanno il tipico fischio dell'incidente, anche a 20 all'ora. Molti bei monumenti storici sono cadenti o diroccati, semplicemente abbandonati, un po' a raccontare le sorti della nostra nazione che di storia ne ha assorbita tanta e ora la sta gettando gratuitamente nell'oblio.
Perciò visitare Palermo si "riduce" ad assorbire la sua fantastica storia per ritrovarla poi all'interno dei graziosi monumenti, delle ville, a volte accessibili, in stile liberty, dalle stupende chiese dell'amato stile barocco e delle costruzioni in stile arabo e normanno, che imperniate della passione religiosa dei palermitani fanno assomigliare la città alla spagnola Siviglia. 
I monumenti sono comunque ben indicati sia da una segnaletica uniforme, sia nelle mappe. Senz'altro non si può stare a palermo senza visitare la Cattedrale, il Teatro Massimo o il Politeama, etc., etc. Ma aggiungerei anche i parchi degni di essere visitati tra un parsec di passeggiata e l'altro, e sicuramente i fantastici mercati. D'altronde un'andata e ritorno sulle parallele che tagliano Palermo (via Roma e via Maqueda) con shopping e riposo ai parchi inglesi non si può evitarla.
Sampey abita ancora al porto. Com'è invecchiato!

San Gambardella compagnone
Chi è appassionato della storia di questi lidi, sa che essa viene raccolta in maniera bignamesca nell'interessante palazzo Steri che contiene tra l'altro ancora oggi tutte le tracce dell'ingresso alla città con il suo passaggio doganale, e di una delle più feroci inquisizioni ecclesiastiche della abominevole storia del cattolicesimo. A chi mi dice "ma perché se tu dici che dio non esiste ci crede così tanta gente?". A parte opinare sul verbo credere, gli suggerirei di farsi scortare dalla cinica guida che ci ha condotto alla visita delle varie bocche di tortura, al suono dei ricordi di quello che è stato fatto non solo a tutti i non cattolici, ma anche a chi solo manifestava una parvenza di libero pensiero illuminista. Questo aiuta a capire come è possibile che una religione così subdola sia stata inculcata così fortemente nel nostro strato sociale per molti aspetti ancora medioevale.
Il quadro di Guttuso qui sopra, che è stato prima regalato al rettore e poi al pubblico, mi permette di iniziare il viaggio nel bellissimo mercato della Vucciria. Esso purtroppo si è via via spopolato nel tempo con l'allontanamento degli abitanti dal centro. Ma questo quadro conserva davvero fedelmente tutta la sua fragranza. I personaggi raffigurati sono tutti amici e parenti del pittore, in particolare non tutti sanno che la bella ragazza copiata per tre volte con vestiti dei colori dell'Italia è la vicina dei Costa Smeraldini, ovvero la contessa Marta Marzotto, ex fiamma del simpatico shpennellatore.

I nuovi mercati, sopratutto il mercato del Capo e Ballarò, sono comunque altrettanto popolosi e attraenti, con le carni, i pesci, i legumi, le spezie e gli agrumi siciliani, ma anche con le urla dei venditori e gli odori forti tipici di questa zona. Si estendono per lunghissimi tratti e sono divisi in sezioni, compreso un discreto mercato delle pulci nella zona dello Spasimo.
Una caratteristica che abbiamo notato con la mia collega è la consistente presenza di bellissimi cagnoni randagi. Tutti grandi, belli, in salute e parecchio socievoli. "Pidocchione", il cane che ci ha accompagnato durante la visita di tutto il lungo mare, ci suggeriva dove passare, quando attraversare o meno, e se non seguivamo i suoi consigli eravamo costretti a tornare sui nostri passi e a seguirlo nuovamente mentre borbottava "ve l'avevo detto!". I cani randagi hanno tutta una loro comunità, si salutano quando si incrociano, anche con i cani domestici hanno un rapporto di grande rispetto. A parte l'opinabile tecnica di odorarsi il sedere, dovremo imparare molto da questi quadrupedi.
Palermo è incastonata tra dei promontori che sono impressionanti perché spiovono a picco sul mare. Monte Pellegrino che fornisca una panoramica di tutto il porto di Palermo e Monte di Capo Gallo che si tuffa sulla spiaggia di Mondello. Mondello è il paese con la lunga e bellissima spiaggia dei palermitani. Lo scorcio di questa piccola perla nascosta qui di seguito, in particolare è stato recuperato durante la mia camminata per scalare monte del Capo, che nonostante il pagamento del pizzino all'ingresso, visto che la zona è privata, si è rivelata vana perché arrivato al faro la ripidità mi ha fatto desistere. Non tanto per la salita quanto per la discesa, nella quale il mio costumino da bagno si sarebbe ridotto a brandelli in un attimo.


La sera, e sopratutto durante il fine settimana Palermo si trasforma in un posto vitale, divertente e vivibilissimo. Sopratutto quando molte delle strade più nevralgiche vengono chiuse al traffico. Gli eventi non mancano: un giorno le strade e i ristoranti si riempiono come degli stadi, un altro giorno si festeggiano i vari santi, un altro giorno ancora è giorno di concerti e di spettacoli. Insomma la vita mondana è importante e ben programmata. Sopratutto quando arriva il momento di festeggiare santa Rosalia. Viva viva Santa Rosalia, con il suo bel simbolo pagàno anche lei (o pàgano) del teschione di Amleto.

Il venerdì super festa dunque, sabato musica, domenica festa della Madonna della Mercedes. "NO! Si chiama la Madonna della Mercede!" - mi intima una signora mentre intanto mi dice che comunque in quel rione si festeggia invece la Madonna dell’Addolorata, per la quale non esita a chiedermi subito un obolo. Si sa, Dio ha le braccine corte e non fa mai piovere soldi per i santi inquisitori e tutte le Madonne del suo harem, e l'8 per mille non gli basta mai. A proposito, lo sapevate che dopo tutte le scuse di Giovanni Paolo II, il mitico Roberto Bellarmino è ancora Santo tra i Santi. L'ho scoperto a Palermo mentre guardavo uno dei gioghi che lui stesso teneva oliati. Ci volete ancora finire in paradiso?
Ora pensiamo con la panza: cosa mangiare a Palemmo? Tutto risponderei io. Consigliando la buonissima antica focacceria di San Francesco, dove si possono gustare tutte le prelibatezze più tipiche del posto, dal pane alla milza, agli arancini di Montalbano, e tutti i dolci più buoni come il cannolo (che come lo fanno qui...) riproposto a volte nella veste del pasticcio di San Francesco (che secondo me è solo un cannolo che si è rotto ed è stato ripresentato sotto forma di poltiglia, ma comunque incredibilmente delizioso anch'esso. E tutti gli agrumi e i fichi d'India, questi ultimi sopratutto per gli amanti dei diverticoli intestinali.





Come ultima cosa, come ho fatto io con tutte le valige al carico, senza una bottiglietta d'acqua, sotto il cocente sole del mezzogiorno e in solitaria senza nessuno a raccogliervi, proporrei assolutamente una scalata sul Monte Pellegrino, chiamato così perché meta dei pellegrinaggi della Santa di Palermo. Il monastero di santa Rosalia è un posto estremamente caratteristico, dove tutte le persone vanno a dolgersi e a pentirsi dei propri peccati di esseri umani. Bambini che si picchiano la mano sul petto, vecchiette che svengono durante le crisi mistiche, e il solito lucrosissimo merchandising di ceri, medagliette, acque sante, gli stessi per i quali Wanna Marchi e il mago Do Nascimiento sono stati condannati insomma.
Così ho continuato carico come un muletto sotto lo sguardo incuriosito di un paio di guardie forestali che fornicavano, fino a uno stupendo panorama che abbraccia la città di Palermo nella sua interezza con tutto il fascino di un posto mediterraneo. Anche stavolta sono riuscito alla fine a tornare sano e calvo, nel fresco monastero, tra uomini che si danno il tipico singolo bacio sulla guancia destra siciliano e tra le bellissime ragazze palermitane tutte con il loro colorato e rinfrescante ventaglio.

20 luglio 2011

Pisa e la sua Banana Tower

Mi ha sempre divertito sentire i turisti dire mentre programmavano le vacanze "Allora 3 giorni a Firenze, 2 a Pisa, 2 a Siena, ...". E poi arrivati a Pisa si accorgono che scesi dalla stazione, passati per corso Italia, Ponte di Mezzo, le borgate, piazza dei Cavalieri e via Santa Maria per arrivare a Piazza dei miracoli (totale 120 minuti) hanno visto praticamente il 90% di ciò che c'era da vedere.
L'Arno è lungo 241Km. Ipotizziamo che da Firenze a Pisa scorra per 180Km e che la sua velocità in superficie sia di 25Km/h. Questo vuol dire che se lanciamo una barchetta da Ponte Vecchio, circa 7 ore più tardi dovremmo poterla veder passare sotto ponte di mezzo che è dove ho fatto la foto.
Piazza dei Cavalieri è nota perché ci sorge sopra la Scuola Normale che ha visto studiare tra le persone italiane più illustri, nonché alcune delle più grandi menti che sono state poi assorbite dai paesi esteri appena se n'è compreso il valore. Purtroppo il quoziente d'intelligenza non è mai stato un requisito per l'ingresso nella classe politica. Non tutti sanno che di fronte c'è la mitica casa dello studente del "Pacinotti". Dalle finestre più in alto si usava disturbare i concerti con le fameliche trombe del giudizio, infernali e rumorosissimi ordigni costruiti con bottiglie di plastica e bastoni di scopa cavi.
In piazza dei miracoli per i motivi che ho introdotto bisogna passarci il tempo. I modi sono sostanzialmente due, farsi la solita foto dove fai vedere agli amici che la torre stava in piedi perché la reggevi tu, o fermarsi a mangiare i waffels, il tipico dolce tedesco. Se hai molti soldi puoi entrare nelle varie basiliche, battisteri etc. Dio vuole i tuoi soldi, con tutta la sua onnipotenza non riesce neanche a tener su quattro mattoni.
Personalmente quando devo aspettare il treno preferisco buttarmi sul prato a prendere il sole che è bello dappertutto e a studiare un po' di caratteri o leggere un bel libro.
La torre ha ospitato anch'essa un personaggio davvero importante, ovvero Galileo che la sfruttò per provare che la gravità non dipende dal peso, cosa alla quale oggi credono solo gli ecclesiasti, insieme alla terra piatta e ad Adamo ed Eva. Ma molti non sanno una cosa ancora più interessante. La torre di Pisa non è solo storta, ma è anche storta. Cioè se la si raddrizzasse, sarebbe storta lo stesso perché, visto che cominciò a sprofondare dalla costruzione del secondo piano, poi si dovette raddrizzare salendo verso l'alto. Roba di massima ingegneria insomma. Il suo primo costruttore, si narra, si buttò dal secondo piano appena vide Pisa nella sua interezza.
Dai miei toni forse si evince che Pisa non l'adoro. Come il resto dei Toscani d'altronde. La differenza tra pisani e toscani è che i toscani si odiano l'uno con l'altro. C'è da sempre un campanilismo infantile e sfegatato. I pisani si odiano anche tra di loro. Credo che odino la vita oltre che tutto ciò che li circonda. Ma non sono uno psicologo quindi il mio giudizio è assolutamente soggettivo.

15 luglio 2011

Firenze

Anziché le solite foto di Firenze che si trovano in qualsiasi cartoleria o account flickr, provo ad aggregare alcune delle storie chemi hanno maggiormente incuriosito su questa incredibilmente satolla città d'arte.

Sceso dal treno, prima di disfare il bagaglio che nel mio caso è il solito marsupio, è tappa obbligata passare sotto il battistero e il duomo con relativo campanile di Giotto (da scalare). Forse non tutti sanno che il durante la tempestosa notte del 17 luglio del 1600 (alcuni calcoli astronimici decretano che fosse un lunedì), un fulmine colpi la sfera sulla cupola del Brunelleschi che cadde rovinosamente vicino al Canto dei bischeri. Ho passato circa 20 minuti a cercare il disco di ottone concavoche ricordavo da quando ero piccino, e con il quale veniva indicata la posizione precisa della caduta. Continuando a non trovarlo ho dovuto chiedere a una gentile tabaccaia che mi ha indicato il punto dove il famoso disco d'ottone è stato rimpiazzato da un anonima, triste e molto poco tradizionale lastra di marmo. Comunque dopo quella notte del 1600 la sfera venne sostituita con quella attuale, più grande. Ma è anche interessante ricordare che la vecchia sfera era già caduta in passato, esattamente nel 1492 poco prima della morte di Lorenzo il Magnifico e della scoperta dell'America.
Nella dovuta tappa a Piazza della Signoria, ci sono due cose a mio avviso degne di nota. La prima, scopertain un blogmentre cercavo notizie sulla mitica sfera cadente. Si tratta di un autoritratto del Cellini sulla nuca del Perseo.

E la seconda, che mi ha sempre affascinato, è un ritratto, stavolta scolpito da Michelangelo su un mattone di Palazzo vecchio, pare mentre stava mangiando un panino per rilassarsi due minuti. Eccolo mentre invita una sua lontana ammiratrice a passare a trovarlo!
Proseguo per l'affascinante Ponte Vecchio. Per quanto mi riguarda, è una meta obbligata anche perché i posti che conosco dove non si fa colazione a prezzi turistici si trovano nell'oltrarno.Forse non tutti sanno chePonte Vecchio fu l'unico a salvarsi dai bombardamenti della guerra (in realtà sopratutto grazie all'intervento di un generale tedesco amante dell'incredibile arte di Firenze che probabilmente intercesse per Hitler e al quale è stata anche dedicata una targa) e sopratutto, incredibilmente scampato all'alluvione del 1966. Tempo fa su uno degli stiletti di ferro sul lato ovest si trovava la più grossa collezione di lucchetti che i fidanzatini attaccano l'uno all'altro per fermare nel tempo la loro passione iniziale, ora è vietato apporli, sono previste pesanti sanzioni. E siccome la sanzione aggiunge quel pepe che manca a un amore qualsiasi i lucchetti si continuano a metterli in altri punti.Per ora questa qui sopra, sempre nel lungarno, è la collezione più corposa.
Ciò che rende caratteristico il ponte è anche il "Corridoio Vasariano" realizzato per dare opportunità ai granduchi di muoversi liberamente e senza pericoli dalla loro residenza al palazzo del governo, visto l'appoggio ancora incerto della popolazione verso il nuovo Duca e il nuovo sistema di governo che aveva abolito l'antica Repubblica fiorentina.
Pontevecchio è storicamente pullulante di gioiellieri perché i Medici non sopportarono più la puzza della carne e del pesce quando passavano sul ponte. Tali venditori furono spostati perciò nel nuovo mercato, guarda caso nella cosiddetta Loggia del mercato nuovo.
Facendomi strada tra le innumerevoli comitive cinesi, ci si può immergere nella loggia. Oltre ai mercanti che attualmente vendono cose tibetane, jamaicane, specchi finlandesi, braccialetti brasiliani, e perché no, magliette di Firenze (made in Taiwan) si nota un simpatico cinghialetto dal naso tutto consumato dalla gente che glielo tocca. Più comunemente noto dai fiorentini come il porcellino (da cui la fontana del porcellino realizzata da Pietro Tacca nel 1612 prende il nome). Si narrada secoli una leggenda, secondo la quale si può inserire una moneta nella bocca dell’animale e nel frattempo si esprime un desiderio, si lascia andare la moneta e se questa entra nella grata sottostante il porcellino il desiderio si avvererà il prima possibile. Forse non tutti sanno che ogni anno numerosi studenti al quinto anno delle scuole medie superiori si recano presso la Fontana del Porcellino a Firenze, in concomitanza con i cento giorni agli esami per chiedere alla mascotte fiorentina se passeranno gli esami di stato.
Arrivato in Piazza de' Pitti, se ti fermi a bereuna costosissima birra ti danno perlomeno delle focaccine che la accompagnano con grazia, ma purtroppo totalmente insipide.Alla base della produzione del pane insipido al quale non mi sono mai abituato nonostante abbia vissuto in Toscana per anni, vi sarebbero due motivazioni: la prima derivante dal XII secolo durante il quale il prezzo del sale aumentò a dismisura a causa di diatribe regionali. I toscani da allora avrebbero iniziato a produrre il pane senza sale, poi vi si sarebbero abituati dal momento che essendola cucina toscana è molto saporita (vedi piatti di carne e salumi) e il pane salato potrebbe prevalere sui sapori nascondendo parzialmente il gusto delle portate.
Un'altra cosa da godersi sono gli artisti. Firenze rimane tutt'ora città d'arte per antonomasia. Non solo madonnari, i pittori più abili, i suonatori degli strumenti più incredibili, ma anche, sopratutto la notte i clown, i jugglers, i saltimbanchi circensi più divertenti che fanno degli spettacoli anche lunghi, alla fine per pochi spiccioli.Sicuramente, anche se si deve camminare un po', vale la pena di abbracciare tutto questo con lo sguardo da piazzale Michelangelo che oltre che essere perlustrato in ogni angolo, da la possibilità di avere un'idea di dove ci si trova.
Buon divertimento, dunque.